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	<title>Il Favo</title>
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	<description>Associazione Produttori Apistici Veneti</description>
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		<title>Cimitero d&#8217;api</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 19:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Salute delle api]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[avvelenamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei comunicare ad altri apicoltori la  brutta esperienza subìta di recente.
Il giorno 23 Maggio 2011, notai una importante moria di api  presso il mio apiario in zona Noventa Padovana, adiacente alla mia abitazione
L&#8217;apiario era composta da n. 10 alveari, di cui 7 molto ben sviluppati.
Faccio notare che – essendo l&#8217;apiario vicino alla mia abitazione – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vorrei comunicare ad altri apicoltori la  brutta esperienza subìta di recente.</strong></p>
<p>Il giorno 23 Maggio 2011, notai una importante moria di api  presso il mio apiario in zona Noventa Padovana, adiacente alla mia abitazione<br />
L&#8217;apiario era composta da n. 10 alveari, di cui 7 molto ben sviluppati.<br />
Faccio notare che – essendo l&#8217;apiario vicino alla mia abitazione – viene quotidianamente da me  monitorato.</p>
<p>Ritornando al fatto, ho notato molte api agonizzanti, che ruotavano su se&#8217; stesse e morivano con la ligula fuori.</p>
<p>Mi sono allarmato, cercando di capire cosa stesse succedendo.<br />
Il giorno successivo notai un numero molto più elevato di api che morivano.<br />
Era in piena fioritura il tiglio, molto presente nella mia zona.<br />
Subito ho pensato che poteva trattarsi di avvelenamento.<br />
Il terzo giorno, una desolazione, sembrava un cimitero di api: un tappeto di api morte e/o agonizzanti; dalla porticina degli alveari usciva qualche ape&#8230;<br />
Mi sono subito fatto l&#8217;idea che doveva trattarsi di pesticidi, forse usati sui tigli in fiore.<br />
La mattina del 24 Maggio mi recai a colloquio con l&#8217;assessore all&#8217;ambiente del Comune e spiegandogli l&#8217;accaduto gli chiesi se i tigli in fiore lungo le vie principali del paese fossero stati trattati con pesticidi.<br />
L&#8217;assessore  rimase un pò titubante, lasciandomi qualche dubbio; poi mi ha spiegato che il Comune aveva appaltato la disinfestazione dei tigli alla cooperativa sociale &#8220;COISLHA&#8221;.<br />
La disinfestazione si era resa necessaria – a suo parere – perchè i tigli sporcavano le auto parcheggiate lungo i viali !!<br />
Tale disinfestazione doveva consistere nella liberazione di insetti utili antagonisti (coccinelle ed altri predatori)<br />
Alla mia precisa domanda se, prima della liberazione degli insetti antagonisti, fossero stati usati degli insetticidi mirati ad abbattere eventuali predatori delle coccinelle, l&#8217;assessore mi fece parlare al telefono con il dr. Zancanaro, responsabile della ditta &#8220;COISLHA&#8221;.<br />
Lo stesso dr. Zancanaro mi spiegò che egli  era assolutamente contrario all&#8217;uso di qualsiasi insetticida chimico.<br />
Il pomeriggio stesso, il dr. Zancanaro, accompagnato dall&#8217;assesore e dal sottoscritto, esegui&#8217; un sopralluogo anche presso il mio apiario.<br />
Vista la situazione affermò di non aver mai visto una cosa simile e mi ripetè che il trattamento era consistito <strong>esclusivamente </strong>in una liberazione di insetti utili (antagonisti).<br />
Il 25 maggio chiamai l&#8217;Istituto zooprofilattico di Legnaro e, una volta spiegato l&#8217;accaduto, mi fecero parlare con il dr. Gallina, il qiale mi consigliò di rivolgermi all&#8217;ULSS n. 16, competente per territorio.<br />
Telefonai anche all&#8217;ULSS 16, parlai con il dr. Costa, spiegandogli il fatto, chiedendo una sua visita.<br />
Egli mi rispose che non serviva una sua visita, in quanto già immaginava la situazione.<br />
Mi consigliò di chiudere le porticine degli alveari e nutrire le api restanti, per poter salvare la covata (cosa che ho fatto)<br />
Mi consigliò inoltre di portare un certo quantitativo di api morte all&#8217;istituto zooprofilattico per le analisi del caso.<br />
Avvisai subito anche la nostra associazione &#8220;IL FAVO&#8221; di Cittadella, nella persona dell&#8217;esperto apistico, sig. Campagnolo Luigi, sempre disponibile a dare consigli ed aiuti agli apicoltori dell&#8217;associazione.<br />
Egli mi consigliò di mettere in congelatore due sacchetti di api, di cui uno da portare all&#8217;istituto zooprofilattico per le analisi, appena possibile..<br />
Il 26 maggio mi recai con il mio sacchetto di api morte all&#8217;istituto zooprofilattico.<br />
Mi risposero che le analisi per conto di un privato erano a pagamento e che non erano in grado di quantificare prima l&#8217;entità della spesa, dipendendo al numero di analisi necessarie.<br />
Disperato ed esterefatto, convinto di essere arrivato al capolinea della mia disavventura, chiesi la restituzione del sacchetto di api, sacchetto che – dissi -  avrei gettato nel primo cassonetto di immondizie.<br />
Gli operatori presenti si consultarono e decisero di chiamare telefonicamente il dr. Costa,  dell&#8217;Ulss n. 16, responsable anche per il settore apistico.<br />
Lo stesso dr. Costa autorizzò le analisi, quindi assumendo le eventuali spese a carico dell&#8217;ULSS 16.<br />
Alla mia richiesta sui tempi per una risposta, mi assicurano che il tutto sarebbe durato non meno di 2-3 mesi.<br />
Allora  chiamai nuovamente il sig. Campagnolo Luigi per informarlo sulla situazione.<br />
Su sua pressione i tempi previsti per la risposta furono accorciati a 10 giorni!</p>
<p>Il 27 maggio  recuperai dei ramoscelli di tiglio in fiore da alcuni alberi in via Roma, con l&#8217;intento di farli analizzare per riscontrare l&#8217;eventuale presenza di pesticidi.<br />
Detti ramoscelli &#8211; ridotti in pezzettini – li misi in congelatore, su due sacchetti separati.<br />
Trascorsi i 10 giorni previsti, mi recai presso l&#8217;istituto zooprofilattico per ritirare l&#8217;esito degli esami.<br />
L&#8217;esito non era ancora pronto, ma nel contempo consegnai il sacchetto con i ramoscelli di tiglio.<br />
Il 20 Giugno chiamai l&#8217;istituto ed il dr. Gallina mi riferì che nei campioni da me portati non risultava alcuno dei 150 tipi di principio attivo da loro conosciuto.<br />
Lo stesso mi riferì di aver inviato il materiale al dr. Muttinelli, per vedere se le api fossero morte di malattia.<br />
La cosa – mi fu detto – sarebbe stata di breve soluzione.<br />
Infatti il giorno successivo – 21 Giugno – chiamai il dr. Costa  il quale mi confermò che le api non erano morte di malattia.<br />
Su mia richiesta di avere risposta scritta, mi fu detto che per avere risposta scritta dovevo pagare tutte le analisi eseguite!</p>
<p>In conclusione, sono morte tutte le api bottinatrici in 3 giorni: viste le risposte avute dalle analisi,<br />
<strong>sono forse morte di vecchiaia</strong>!?!?!</p>
<p><strong>Alla fine, il 25 Giugno – data di estensione della presente relazione – mi ritrovo con 10 alveari al limite della sopravvivenza, il raccolto dell&#8217;annata andato perduto e ..tanta&#8230; tanta amarezza per la brutta esperienza avuta.<br />
Speravo di trovare maggiore trasparenza e rispetto dell&#8217;ambiente, ma sono rimasto profondamente deluso!<br />
Chiedo comunque ad altri colleghi apicoltori se qualcuno mi può aiutare nella mia ricerca di risposte a questa moria di api. &#8211; Grazie.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Cappellari Bruno</strong></p>
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		<title>Lavori del mese: aprile 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 13:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di mese in mese]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[sciamatura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mese di marzo appena trascorso è iniziato con tempo instabile poi proseguito con una nevicata e alcuni giorni di vento forte e maltempo fino il 20 del mese poi e iniziato a migliorare e in questo ultimo periodo è iniziata la fioritura del tarassaco e delle piante da frutto. Verso la fine del mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il mese di marzo appena trascorso è iniziato con tempo instabile poi proseguito con una nevicata e alcuni giorni di vento forte e maltempo fino il 20 del mese poi e iniziato a migliorare e in questo ultimo periodo è iniziata la fioritura del tarassaco e delle piante da frutto. Verso la fine del mese le famiglie di api si presentono un po’ indietro rispetto la normalità.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Aprile è il mese della sciamatura. Se questo fenomeno affascina chi inizialmente si avvicina al mondo delle api, è quasi un dramma per chi vuole trarre un buon profitto dalle api. In questo mese non voglio certo dare la soluzione al problema sciamatura, cerco di descrivere come cerco di limitarla. Nel corso degli anni ho seguito i consigli di vari manuali di apicoltura senza avere risultati che risolvessero, il problema sciamatura, in modo soddisfacente perciò ho iniziato a provare altri metodi. Prima di iniziare a descrivere questi metodi voglio fare alcune<span> </span>premesse, 1° bisogna operare negli alveari appena le api iniziano a costruire celle reali, 2° è necessario usare gli escludi regina tra nido e melario, 3° Bisogna effettuare le visite ogni settimana, 4° voglio ricordare che i miei alveari sono da nove favi più il diaframma in cui è inserita la gabbia per fare il blocco della covata e durante l’inverno lascio tutti i favi negli alveari. Essendo gli alveari senza cassetti sotto i favi non ammuffiscono, uso questo metodo per limitare la promiscuità tra gli alveari, 5° ricordo ancora che all’inizio di aprile e sufficiente che siano presenti 4-5 favi di covata per fare un buon raccolto d’acacia, previsto normalmente verso i primi di maggio.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Fatto queste premesse descrivo questi metodi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">1° Voglio formare nuove famiglie che siano pronte per l’acacia? Ai primi d’aprile prendo un alveare forte che abbia costruito tutto il nido, anche il 10° telaino, e arrivi a 6-7 favi di covata e lo divido esattamente a meta e aggiungo favo per parte, quelli vecchi che abbiamo tolto per far posto ai fogli cerei e sono ancora in buono stato magari con miele, in una parte lascio la regina vecchia e nell’altra introduco una nuova regina e cosi ho formata due famiglie che difficilmente sciameranno. Fatto questo una famiglia la lascio sul posto originale e l’altra la porto lontano dall’apiario, dopo otto giorni recupero, da alveari forti, due favi di covata in procinto di sfarfallare e ne do una per famiglia e dopo poco tempo potremo completare l’alveare con fogli cerei. Consiglio di fare questa operazione quando quasi tutte le api sono dentro l’alveare per dividerle equamente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">2° Voglio formare dei nuclei per il prossimo anno? Sempre ai primi d’aprile, dopo che l’alveare è arrivato a costruire tutti e 10 favi e si iniziano a vedere le prime celle reali, tolgo un favo di covata che sta per sfarfallare, senza celle reali, con le api e la regina e metto il tutto dentro un arnia da 6 più due favi con scorte<span> </span>più il diaframma scuoto dentro altre poche d’api della stessa famiglia e il nucleo è formato e lo lascio nello stesso apiario in cui lo ho formato, in un secondo tempo, quando il nucleo cresce aggiungo altri favi. Nell’arnia madre inserisco il diaframma e lascio una sola cella reale e metto una puntina da disegno sul favo dove si trova. Dopo otto giorni ricontrollo la cella che ho lasciato e distruggo altre eventuali celle, dopo altri otto ricontrollo la cella e se è sfarfallata richiudo e dopo altri dieci dodici giorni la nuova regina dovrebbe essere feconda.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">3°Se non voglio aumentare di famiglie ne fare nuclei nuovi, ai primi d’aprile appena ci sono celle reali, tolgo la regina e lascio una sola cella reale e metto una puntina da disegno sul favo dove si trova. Dopo otto giorni ricontrollo la cella che ho lasciato e distruggo altre eventuali celle, dopo altri otto ricontrollo la cella e se è sfarfallata richiudo e dopo altri dieci dodici giorni la nuova regina dovrebbe essere feconda.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">4°Passati i primi 6-7 giorni d’aprile, se non si vuole rinunciare al miele d’acacia, non è più possibile operare come sopra. Nel periodo che segue, se ci sono celle reali, io ingabbio le regine, con lo stesso metodo d’agosto, e le lascio ingabbiate per 15 giorni e nel frattempo distruggo le celle reali, è utile controllare se costruiscono celle anche dopo avere liberato la regina. Appena inizia a fiorire l’acacia è bene che tutte le regine siano liberate.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Agli inizi di aprile è ora della posa dei melari, perciò appena vediamo che le api incominciano a intasare il nido con il nuovo raccolto dobbiamo intervenire.</p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman';">Volevo anche ricordare un buon metodo di come inarniare un sciame. Prima di prendere il sciame prepariamo un arnia con 5 telaini con fogli cerei il rimanente spazio lo chiudiamo con il diaframma e con delle tavolette dopo di che mettiamo dentro lo sciame e sopra mettiamo l’escludi regina e il melario qualsiasi sia la consistenza dello sciame e il giorno dopo controlliamo che il sciame sia dove sono i fogli cerei e dopo 15 giorni possiamo aggiungere altri 2 fogli cerei. E bene operare in questo modo, perchè se noi mettiamo tutti i fogli cerei subito rischiamo che le api li carichino troppo di miele e si rompino. </span></p>
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		<title>Lavori del mese: marzo 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 12:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di mese in mese]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Il mese di febbraio e iniziato con freddo poi è continuato con giorni di pioggia e nuvolosi con molta umidità con pochissimi giorni belli. In questo mese le api non hanno potuto approfittare del raccolto del primo polline tanto prezioso la covata.    
Marzo e un mese in cui dobbiamo preparare le nostre api per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Il mese di febbraio e iniziato con freddo poi è continuato con giorni di pioggia e nuvolosi con molta umidità con pochissimi giorni belli. In questo mese le api non hanno potuto approfittare del raccolto del primo polline tanto prezioso la covata. <span>   </span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Marzo e un mese in cui dobbiamo preparare le nostre api per i prossimi mesi. Se nel mese febbraio abbiamo fatto qualche visita veloce per vedere se la regina ha iniziato deporre e per vedere la consistenza delle scorte, fin dall’inizio di marzo dobbiamo fare una visita molto accurata in cui dobbiamo accertare, 1° lo stato sanitario delle famiglie osservando sia le api adulte e sia la covata, 2° la forza della famiglia osservando quanti telaini vengono effettivamente coperti dalle api, 3° la capacita della regina osservando la quantità e soprattutto la compattezza della covata, 4° la quantità di scorte. Fatto questa visita dobbiamo trarre delle conclusioni. 1° se troviamo famiglie con peste americana, anche solo qualche cella, o altre malattie a livello grave dobbiamo eliminare queste famiglie, se invece notiamo qualche malattia a uno stato lieve ,sia di api adulte che di covata, dobbiamo seguire queste famiglie e non togliere favi o altro materiale per adoperarlo in altri alveari, e appena possibile cambiare la regina. 2° riguardo alla forza delle famiglie possiamo dividerle in tre categorie, una prima categoria in quelle forti che in secondo potremo prelevare materiale per rafforzare le famiglie deboli, una seconda categoria in quelle medie che senza alcun intervento si formeranno una bella famiglia, una terza categoria in quelle deboli che sicuramente avranno bisogno d’aiuto,<span>  </span>anche se le famiglie in questo periodo sono molto deboli ma sane con proseguire della stagione possiamo recuperarle. 3°se la capacità della regina è esaurita dobbiamo cambiare regina o unire la famiglia a un’altra. 4°in questo mese dobbiamo porre molta attenzione alle scorte per non esagerare nella nutrizione e bloccare la deposizione della regina, viceversa non dobbiamo lasciare <span> </span>famiglie alla fame che per sopravvivere<span>  </span>sono costrette a nutrirsi della covata. Se<span>  </span>abbiamo famiglie con troppi favi pieni di scorte, cosa rara in questi tempi, dobbiamo toglierne qualcuno e aggiungere qualche favo vuoto o appena costruiscono cera, fogli cerei. Se abbiamo famiglie con poche scorte e bene integrarle con del buon sciroppo specie nei periodi di brutto tempo, ricordo che attorno alla covata ci deve essere sempre una zona con un po’ di scorte. Con l ‘avanzare del mese le famiglie crescono e appena iniziano a costruire dobbiamo dare dei fogli cerei per avere il rinnovo dei favi vecchi, io consiglio di cambiare almeno due favi ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Con il proseguire del mese le nostre famiglie, anche con il nostro aiuto, crescono e a un certo punto avremo famiglie, anche troppo forti e famiglie deboli che non riusciranno ad arrivare a melario in tempo per il raccolto dell’acacia. A questo punto dobbiamo pareggiare le nostre famiglie. Si possono pareggiare famiglie spostando, da famiglie forti a famiglie deboli, api o favi di covata oppure favi di covata con api. Per rafforzare un alveare debole con api basta scambiarlo con uno forte oppure se si ha più apiari si può formare un pacco d’api in un apiario per rafforzare alveari deboli di un altro apiario. Per rafforzare alveari deboli con covata, basta spostare covata in procinto di sfarfallare da alveari forti a quelli deboli, dobbiamo essere certi che dove mettiamo la covata ci siano api a coprirla e riscaldarla. Il metodo migliore per rafforzare un alveare è quello di aggiungervi favi<span>  </span>con covata in procinto di sfarfallare con api, in questo caso è utile che i favi con covata e api siano prelevati da apiari lontani da dove andiamo a inserirli.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Nel fare queste operazioni dobbiamo tener presente, 1° non devono esserci malattie, 2°quando mettiamo insieme api di alveari diversi dobbiamo spruzzare le<span>  </span>api con acqua e zucchero e ingabbiare le regine.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">A proposito del ricambio dei favi volevo ricordare: 1° nuovi fogli cerei<span>  </span>devono essere introdotti tra il favo più esterno di covata e il favo di scorte, per introdurli è bene che le api abbiano iniziato a lavorare la cera e ci sia una buona importazione di nettare, 2° dopo che sono stati costruiti e la regina abbia deposto la covata è utile spostarli verso il centro per evitare, con l’avanzare della stagione, che le api le riempiano troppo di miele e con il calore estivo si deformino, 3° un’altra cosa utile è di contrassegnarli per sapere con facilità l’anno in cui sono stati introdotti. Io personalmente faccio un punto sul lato superiore del telaino spostato verso il davanti l’alveare, con lo stesso colore che va marcata la regina nell’anno in cui sono introdotti i fogli cerei, In questo modo ho sempre presente la polarità dei telaini e cosi durate le varie visite sono certo di metterli tutti nella stessa direzione.<span>  </span><span>  </span><span>  </span><span> </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'">In questo mese e utile mettere a dimora piante mellifere.</span></p>
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		<title>Lavori del mese: febbraio 2010</title>
		<link>http://www.ilfavo.net/sito/2010/02/04/lavori-del-mese-febbraio-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 16:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di mese in mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di gennaio un tempo umido nuvoloso e non tanto freddo nei primi venti giorni il resto un po’ più freddo e nei ultimi due giorni una bella nevicata. Nei primi giorni di gennaio  penso che tutti abbiano ultimato i trattamenti contro la varroa.
 Febbraio, in questo periodo le api continuano con vigoria la nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Nel mese di gennaio un tempo umido nuvoloso e non tanto freddo nei primi venti giorni il resto un po’ più freddo e nei ultimi due giorni una bella nevicata. Nei primi giorni di gennaio<span>  </span>penso che tutti abbiano ultimato i trattamenti contro la varroa.</p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'"><span> </span>Febbraio, in questo periodo le api continuano con vigoria la nuova stagione apistica e si inizia a vedere le prime api giovani. In questo mese, nei giorni belli, possiamo fare le prime visite veloci per vedere la consistenza delle scorte e se è presente covata. Se notiamo scarsità di scorte possiamo intervenire con candito e se il clima è mite anche con sciroppo, non dobbiamo però esagerare nella nutrizione per non bloccare la deposizione della regina o stimolare troppo le api. Se notiamo in qualche alveare assenza di covata o covata anomala dobbiamo intervenire togliendo la regina esaurita o fucaiola e poi mettendo una nuova regina o riunendo ad altre famiglie con in cui e presente la regina. Quando riuniamo due famiglie dobbiamo essere certi che siano entrambi sane e per non avere sorprese e necessario ingabbiare la regina. In queste visite possiamo anche spostare al di là del diaframma i favi vecchi o malformati affinché le api li puliscano per poi eliminarli. Su tanti manuali si consiglia di restringere le famiglie in autunno per poi dare i favi tolti in primavera su questa pratica sono un pò scettico perché i favi vengono poi distribuiti a famiglie diverse dalla loro origine creando qualche problema sanitario. Io personalmente lascio tutti i favi negli alveari e si conservano bene. Voglio precisare che i miei alveari sono senza cassetti anche nel periodo invernale tranne qualcuno che è estremamente debole, questa pratica la opero da diversi anni senza problemi se qualcuno è scettico può provarla su pochi alveari anche perché, secondo il mio parere, le api temono più l’umidità che non il freddo. Fin da queste prime visite dobbiamo osservare bene che non siano presenti malattie anche in forma leggera e mettere un segno in questi alveari e in seguito è utile cambiare la regina. Una malattia che si può manifestare in questo periodo, specie se umido, è il nosema, perciò quando vediamo api gonfie e a volte sporcano dentro e fuori dell’alveare o camminano per terra con difficoltà a volare dobbiamo stare allerta e in casi gravi dobbiamo isolare e eliminare queste famiglie. Più avanti, quando le visite si fanno più accurate, dobbiamo controllare bene anche la covata che sia sana e compatta. Un’altra cosa che voglio ricordare è di non lasciare alveari morti o favi abbandonati accessibili alle api per non scatenare saccheggi o peggio ancora malattie. <span>  </span><a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Famiglia%20Milan/Documenti/di%20mese%20in%20mese/2010/apeinvolo@gmail.com">apeinvolo@gmail.com</a><span>  </span></span></p>
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		<title>Assemblea soci</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 18:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfavo.net/sito/wp-content/uploads/2010/01/bbcb.png"><img class="alignnone size-full wp-image-265" title="bbcb" src="http://www.ilfavo.net/sito/wp-content/uploads/2010/01/bbcb.png" alt="" width="453" height="640" /></a></p>
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		<title>Lavori del mese: gennaio 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 08:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di mese in mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di dicembre inizialmente abbiamo avuto un clima abbastanza mite poi alcuni giorni molto freddi con neve infine pioggia e umidità. Questi repentini cambiamenti di clima non sono certo favorevoli per le nostre api, Infatti abbiamo visto diversi alveari con covata e poi, specie nell’ultima metà del mese, le api sono uscite poco in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Nel mese di dicembre inizialmente abbiamo avuto un clima abbastanza mite poi alcuni giorni molto freddi con neve infine pioggia e umidità. Questi repentini cambiamenti di clima non sono certo favorevoli per le nostre api, Infatti abbiamo visto diversi alveari con covata e poi, specie nell’ultima metà del mese, le api sono uscite poco in voli di purificazione, tutto ciò può portare a problemi di nosema .</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Gennaio, con questo mese iniziamo un nuovo anno con nuovi propositi e nuove speranze. Anche le nostre api nel segreto dei loro glomeri stanno iniziando a preparasi per la prossima stagione stimolando la regina iniziare a deporre. In questo mesi non ci sono lavori da fare nei nostri alveari se gli abbiamo invernati con cura, una cosa possiamo fare, provare a sollevarli e se qualcuno è particolarmente leggero possiamo mettere del candito schiacciato sopra il glomere. In questo periodo non dobbiamo aprire gli alveari tanto per curiosare per non provocare danni, ma se notiamo delle anomalie, come api che escono con una certa sonnolenza o non escono affatto, nelle giornate belle possiamo fare una visita veloce per sistemare qualche anomalia, dando qualche favo di miele se sono alla fame o togliendo qualche famiglia morta affinché non si possa scatenare dei saccheggi pericolosi dal lato sanitario. Anche questo anno sono sospesi i veleni nella concia del mais, e questa è già una buona notizia per il nuovo anno.<span>  </span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">In questo periodo dobbiamo preparare il materiale necessario per la prossima stagione e pensare a nuovi progetti.</p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'">Un’altra cosa da fare in queste giornate, a volte un pò monotone, è di conoscere meglio le nostre api leggendo o rileggendo libri o riviste</span></p>
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		<title>Lavori del mese novembre dicembre 2009</title>
		<link>http://www.ilfavo.net/sito/2009/12/18/lavori-del-mese-novembre-dicembre-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 08:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di mese in mese]]></category>

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Ormai l’inverno è alle porte dunque dobbiamo preparare le nostre api a passarlo nel migliore dei modi. E il periodo di iniziare a fare i trattamenti di pulizia dalla varroa. Associazione consiglia di fare due trattamenti di acido sublimato uno a metà novembre e l’altro verso natale, i strumenti per fare i trattamenti si trovano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte vml 1]><v:shapetype id="_x0000_t136"  coordsize="21600,21600" o:spt="136" adj="10800" path="m@7,l@8,m@5,21600l@6,21600e"> <v:formulas> <v:f eqn="sum #0 0 10800" /> <v:f eqn="prod #0 2 1" /> <v:f eqn="sum 21600 0 @1" /> <v:f eqn="sum 0 0 @2" /> <v:f eqn="sum 21600 0 @3" /> <v:f eqn="if @0 @3 0" /> <v:f eqn="if @0 21600 @1" /> <v:f eqn="if @0 0 @2" /> <v:f eqn="if @0 @4 21600" /> <v:f eqn="mid @5 @6" /> <v:f eqn="mid @8 @5" /> <v:f eqn="mid @7 @8" /> <v:f eqn="mid @6 @7" /> <v:f eqn="sum @6 0 @5" /> </v:formulas> <v:path textpathok="t" o:connecttype="custom" o:connectlocs="@9,0;@10,10800;@11,21600;@12,10800"   o:connectangles="270,180,90,0" /> <v:textpath on="t" fitshape="t" /> <v:handles> <v:h position="#0,bottomRight" xrange="6629,14971" /> </v:handles> <o:lock v:ext="edit" text="t" shapetype="t" /> </v:shapetype><v:shape id="_x0000_s1027" type="#_x0000_t136" style='position:absolute;  margin-left:-16.8pt;margin-top:.55pt;width:239.15pt;height:124.05pt;z-index:1;  mso-position-horizontal:absolute;mso-position-vertical:absolute' adj=",5400"  fillcolor="aqua" strokecolor="#f60"> <v:shadow on="t" color="#b2b2b2" opacity="52429f" offset="3pt" /> <v:textpath style="font-family:"Times New Roman";v-text-kern:t" mce_style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; v-text-kern: t;" trim="t"   fitpath="t" string="    AUGURI&#13;&#10;      DI  &#13;&#10;  BUONE FESTE" /> <w:wrap type="square" side="right" /> </v:shape><![endif]--><!--[if gte vml 1]><v:shapetype id="_x0000_t136"  coordsize="21600,21600" o:spt="136" adj="10800" path="m@7,l@8,m@5,21600l@6,21600e"> <v:formulas> <v:f eqn="sum #0 0 10800" /> <v:f eqn="prod #0 2 1" /> <v:f eqn="sum 21600 0 @1" /> <v:f eqn="sum 0 0 @2" /> <v:f eqn="sum 21600 0 @3" /> <v:f eqn="if @0 @3 0" /> <v:f eqn="if @0 21600 @1" /> <v:f eqn="if @0 0 @2" /> <v:f eqn="if @0 @4 21600" /> <v:f eqn="mid @5 @6" /> <v:f eqn="mid @8 @5" /> <v:f eqn="mid @7 @8" /> <v:f eqn="mid @6 @7" /> <v:f eqn="sum @6 0 @5" /> </v:formulas> <v:path textpathok="t" o:connecttype="custom" o:connectlocs="@9,0;@10,10800;@11,21600;@12,10800"   o:connectangles="270,180,90,0" /> <v:textpath on="t" fitshape="t" /> <v:handles> <v:h position="#0,bottomRight" xrange="6629,14971" /> </v:handles> <o:lock v:ext="edit" text="t" shapetype="t" /> </v:shapetype><v:shape id="_x0000_s1027" type="#_x0000_t136" style='position:absolute;  margin-left:-16.8pt;margin-top:.55pt;width:239.15pt;height:124.05pt;z-index:1;  mso-position-horizontal:absolute;mso-position-vertical:absolute' adj=",5400"  fillcolor="aqua" strokecolor="#f60"> <v:shadow on="t" color="#b2b2b2" opacity="52429f" offset="3pt" /> <v:textpath style="font-family:"Times New Roman";v-text-kern:t" mce_style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; v-text-kern: t;" trim="t"   fitpath="t" string="    AUGURI&#13;&#10;      DI  &#13;&#10;  BUONE FESTE" /> <w:wrap type="square" side="right" /> </v:shape><![endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Ormai l’inverno è alle porte dunque dobbiamo preparare le nostre api a passarlo nel migliore dei modi. E il periodo di iniziare a fare i trattamenti di pulizia dalla varroa. Associazione consiglia di fare due trattamenti di acido sublimato uno a metà novembre e l’altro verso natale, i strumenti per fare i trattamenti<span> </span>si trovano presso i vari incaricati. Voglio ricordare che i trattamenti affinché siano efficaci devono essere fatti in assenza di covata. Dobbiamo accertarsi della consistenza delle scorte e intervenire se sono scarse senza però esagerare e lasciare del spazio vuoto al centro del nido affinché le api possano formare nel miglior dei modi il glomere e poi riprendere la nuova covata. Un’altra cosa voglio ricordare a proposito del posizionamento degli alveari, devono essere rivolti il più possibile verso sud e in pieno sole. Voglio ricordare, in questi mesi freddi, di non aprire inutilmente le arnie per non perdere regine, perché con il freddo le api a volte aggomitolano la regina, oppure le regine striminzite cadano accidentalmente</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt;"><span> </span>Conclusioni</span></p>
<p class="MsoNormal">Cosa c’è da dire di particolare del 2009. Il tempo, come accade da anni, alterna periodi belli e miti a periodi freddi con forti sbalzi di temperatura. I raccolti, nelle zone dove è stata presente la colza abbiamo un ottimo raccolto primaverile, anche il raccolto d’acacia è stato buono, il millefiori estivo scarso per l’assenza di melate. La varroa, anche in questo anno si registra un’infestazione alta e il problema si aggrava di anno in anno. Avvelenamenti, ho notato un grave spopolamento a fine agosto<span> </span>senza capirne il motivo.<span> </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman';">Una cosa molto positiva anche nel 2009 ci sarà la sospensione di quei prodotti, tanto pericolosi per le api, usati per la concia delle sementi e nonostante il ricorso delle case produttrici rimangono sospesi.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><a title="p1000281.JPG" href="http://www.ilfavo.net/sito/wp-content/uploads/2009/12/p1000281.JPG"><img src="http://www.ilfavo.net/sito/wp-content/uploads/2009/12/p1000281.JPG" alt="p1000281.JPG" width="470" height="352" /></a></p>
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		<title>Convocazione assemblea soci</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 19:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfavo.net/sito/wp-content/uploads/2009/10/jk.png"><img class="alignnone size-full wp-image-268" title="jk" src="http://www.ilfavo.net/sito/wp-content/uploads/2009/10/jk.png" alt="" width="455" height="640" /></a></p>
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		<title>Lavori del mese: ottobre 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di mese in mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mese di settembre, a parte qualche giorno, è stato un mese bello e caldo con importazioni quasi nulle. Nei primi giorni del mese ho notato la scomparsa quasi totale delle bottinatrici negli alveari senza notare api morte nei predellini e davanti gli alveari. Questo fatto, con meno gravità, era accaduto anche l’anno scorso. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Il mese di settembre, a parte qualche giorno, è stato un mese bello e caldo con importazioni quasi nulle. Nei primi giorni del mese ho notato la scomparsa quasi totale delle bottinatrici negli alveari senza notare api morte nei predellini e davanti gli alveari. Questo fatto, con meno gravità, era accaduto anche l’anno scorso. A causa di questo di questo fatto, non essendoci importazioni<span>  </span>di nettare e polline fresco, specie in alveari con poche scorte ho visto covate morte prima che fossero opercolate e api che nascevono piccole e deboli. Questo problema si è risolto nutrendo abbondantemente le famiglie. Siccome non ho trovato spiegazioni a questo fenomeno chiedo chiarimenti a proposito.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Il mese di ottobre è un mese che si può ancora lavorare tranquillamente con le api. Dobbiamo fare una visita accurata e accertarsi in che situazione si trovano le api. Prima di tutto dobbiamo controllare che non siano orfane e che la regina sia in buono stato e la covata sia bella e compatta. A proposito di covata dobbiamo controllare che non sia presente peste americana. Dobbiamo accertarsi che ci siano scorte sufficienti. In questo periodo e bene dare un sciroppo assai concentrato penso che un 30% di acqua vada bene. Infine dobbiamo accertare la consistenza delle nostre famiglie, ricordo che famiglie scarse consumano molto e faticano a svernare o soccombono durante l’inverno, pertanto è meglio riunire le famiglie deboli.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">A proposito di varroa voglio descrivere un metodo che adotto con buoni risultati da diversi anni.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Ai primi di ottobre faccio nuovamente il blocco della covata e dopo 21 giorni faccio l’acido ossalico gocciolato<span>  </span>nella soluzione <st1:metricconverter w:st="on" productid="60 grammi">60 grammi</st1:metricconverter> di acido, <st1:metricconverter w:st="on" productid="200 grammi">200 grammi</st1:metricconverter> di zucchero il tutto in un contenitore da un<span>  </span>litro e riempito d’acqua è verso <st1:metricconverter w:st="on" productid="5 grammi">5  grammi</st1:metricconverter> questa soluzione<span>  </span>la nei spazi tra un telaino e l’altro occupati da api. I vantaggi di questo metodo sono:</p>
<p style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt" class="MsoNormal"><span>1.<span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman'">      </span></span>In questo periodo possiamo ancora lavorare tranquillamente con le nostre api ed è abbastanza facile trovare la regina visto anche che le famiglie si stanno riducendo.</p>
<p style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt" class="MsoNormal"><span>2.<span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman'">      </span></span>In questa occasione facciamo una bella visita ai nostri alveari e verificare lo stato di salute delle nostre famiglie, la consistenza delle scorte e infine spostare ai lati, per poi eliminare, telaini vecchi o rovinati.</p>
<p style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt" class="MsoNormal"><span>3.<span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman'">      </span></span>Con questo metodo siamo certi di trattare le api in assenza di covata .</p>
<p style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt" class="MsoNormal"><span>4.<span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman'">      </span></span>Ricordo pure che la varroa anche in assenza di covata fa danni sulle api adulte pertanto più presto puliamo i nostri alveari dalla varroa meglio è.</p>
<p style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt" class="MsoNormal"><span>5.<span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman'">      </span></span>Se nutriamo le famiglie siamo certi che la regina non continua a deporre.</p>
<p style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt" class="MsoNormal"><span>6.<span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman'">      </span></span>Finito il trattamento quasi certamente la regina depone un telaino o due di covata che certamente è pulita da varroa.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span> </span>Un’altra cosa volevo far presente. In giro, nel periodo freddo, vedo alveari protetti con nailon e cose varie che invece di essere utili fanno danni, infatti un grande nemico dei nostri alveari è l’umidità. Io personalmente lascio gli alveari senza cassetti anche nel periodo invernale da diversi anni senza avere danni anzi le famiglie non hanno nessun problema di umidità, se qualcuno ha qualche dubbio può provare con qualche alveare.<span>    </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'">Infine se qualcuno vuole dare qualche consiglio, critica o altro, può mandare un email a <a href="mailto:apeinvolo@gmail.com">apeinvolo@gmail.com</a></span><span style="font-size: 11pt; font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
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		<title>Lavori del mese: settembre 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 18:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di mese in mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mese d’agosto appena trascorso è stato un mese caldo e afoso con scarse importazioni di nettare.
Nel mese di settembre dobbiamo aiutare le api a farsi le scorte per l’inverno nutrendo quelle famiglie che ne hanno bisogno, anche perché in questo periodo fanno le scorte in modo ottimale con il polline e opercolandole
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Il mese d’agosto appena trascorso è stato un mese caldo e afoso con scarse importazioni di nettare.</p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'">Nel mese di settembre dobbiamo aiutare le api a farsi le scorte per l’inverno nutrendo quelle famiglie che ne hanno bisogno, anche perché in questo periodo fanno le scorte in modo ottimale con il polline e opercolandole</span></p>
]]></content:encoded>
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