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    Il mese di giugno appena trascorso è stato un mese fresco e variabile. In questo mese abbiamo avuto una buona importazione sul tiglio, un evento che si verifica nelle nostre zone in pochi anni. Come succede già da due anni non c’è stata importazione di melata. Altri problemi di rilievo non ci sono stati.

    Luglio è un mese fondamentale per le api. In questo mese dobbiamo conoscere con certezza il grado di infestazione di varroa nei nostri alveari. Se fino a qualche anno fa si poteva fare trattamento contro la varroa in agosto da qualche anno, secondo la mia esperienza, bisogna intervenire fin dalla prima decade di luglio per non avere sgradite sorprese. Nuovi trattamenti validi contro la varroa non ne visti perciò dobbiamo affidarci ai metodi degli anni scorsi cioè il blocco della covata, che io consiglio, o le tavolette di ApiLiveVar. Le modalità di questi trattamenti e altri consigli si trovano in altri articoli di questo sito. Se qualcuno desidera dare o ricevere qualche consigli ricordo il mio indirizzo email, apeinvolo@gmail.com .

    Dopo tre mesi di sospensione, per cause di forza maggiore, riprendo questo appuntamento mensile.

    Il mese di maggio, appena trascorso, è stato un mese molto caldo e favorevole per le nostre api. Innanzitutto non abbiamo avuto morie a causa di avvelenamenti che sono avvenuti gli scorsi anni nelle semine del mais grazie anche alla sospensione dei trattamenti che venivano fatti sui semi. Poi abbiamo avuto un ottimo raccolto d’acacia, visto il tempo favorevole.

    Giugno e un mese un po’ tranquillo visto il susseguirsi dei diversi lavori dei mesi scorsi ma non dobbiamo abbandonarsi sugli allori. Innanzitutto dobbiamo sistemare quelle famiglie che hanno avuto problemi nella sciamatura. Poi dobbiamo cambiare tutte le regine inefficienti o che abbiamo notato nelle famiglie delle malattie. In questo periodo possiamo fare qualche nucleo. Una cosa molto importante è di conoscere, fin d’ora, il grado d’infestazione da vorroa e in caso notassimo qualche varroa sulle api o qualche ape con le ali rovinate di intervenire.

    Il mese di gennaio, appena trascorso, è stato un mese particolare con un periodo nevoso e freddo e un periodo umido e piovoso. Questo periodo instabile può favorire il nosema nei nostri alveari, pertanto se notiamo alveari sporchi di feci, api  per terra gonfie e incapaci di volare, dobbiamo vigilare attentamente e in casi gravi, per evitare infestazioni, isolare questi alveari. A proposito di questa e altre malattie consiglio, appena possibile, di cambiare la regina anche se si manifestano in modo lieve.

    Febbraio, in questo periodo le api continuano con vigoria la nuova stagione apistica. In questo mese, nei giorni belli, possiamo fare le prime visite veloci per vedere la consistenza delle scorte e se è presente covata. Se notiamo scarsità di scorte possiamo intervenire con candito e se il clima è mite anche con sciroppo, non dobbiamo però esagerare nella nutrizione per non bloccare la deposizione della regina o stimolare troppo le api. Se notiamo assenza di covata o covata anomala dobbiamo intervenire togliendo la regina esaurita o fucaiola e poi mettendo una nuova regina o riunendo, con le dovute cautele, ad altre famiglie con in cui e presente la regina.

    Stiamo per iniziare un nuovo anno e tutti ci auguriamo che sia migliore di quello passato sia dal lato sociale che apistico anche se ci  portiamo dietro problemi dell’anno passato. Anche le nostre api nel segreto dei loro glomeri stanno iniziando a preparasi per la prossima stagione stimolando la regina iniziare a deporre. Nei mesi scorsi, se siamo stati attenti, abbiamo notato che le api, nonostante il brutto tempo, raccoglievano acqua e da questo indizio possiamo dedurre che in diversi alveari non si è verificato il blocco naturale di covata che si dovrebbe avere nei mesi freddi. Questo fenomeno è da considerarsi molto negativo, in primo luogo perché, essendo il periodo di fare i trattamenti di pulizia contro la varroa, non siamo certi del nostro operato anzi continuando con la covata continuano ad allevare varroa, in secondo luogo perché consumano grandi quantità di scorte portando le famiglie alla fame.

    In questo mesi non ci lavori da fare nei nostri alveari se gli abbiamo invernati con cura, una cosa possiamo fare, provare a sollevarli e se qualcuno è particolarmente leggero possiamo mettere del candito schiacciato sopra il glomere. In questo periodo non dobbiamo aprire gli alveare tanto per curiosare per non provocare danni, ma se notiamo delle anomalie, come api che escono con una certa sonnolenza o non escono affatto, nelle giornate belle possiamo fare una visita veloce per sistemare qualche anomalia, dando qualche favo di miele se sono alla fame o togliendo qualche famiglia morta affinché non si possa scatenare dei saccheggi pericolosi dal lato sanitario.

    In questo periodo dobbiamo preparare il materiale necessario per la prossima stagione e pensare a nuovi progetti.

    Un’altra cosa da fare in queste giornate, a volte un po monotone, è di conoscere meglio le nostre api leggendo o rileggendo libri o riviste.

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    In questo mese dobbiamo ultimare i trattamenti contro la varroa. Voglio ricordare, in questi mesi freddi, di non aprire inutilmente le arnie per non perdere regine, perché con il freddo le api a volte aggomitolano la regina, oppure le regine striminzite cadano accidentalmente. 

                                                                      Conclusioni

    Cosa c’è da dire di particolare del 2008. Il tempo, come accade da anni, alterna periodi belli e miti a periodi freddi con forti sbalzi di temperatura. I raccolti, nelle zone dove è presente la colza abbiamo un discreto raccolto primaverile, anche il raccolto d’acacia è stato buono, il millefiori estivo scarso per l’assenza di melate. La varroa, anche in questo anno si registra un’infestazione alta. Avvelenamenti, non ci stati casi gravi ma dei spopolamenti  primaverili si.  

    Una cosa molto positiva nel 2008 c è stata, la sospensione di quei prodotti, tanto pericolosi per le api, usati per la concia delle sementi e nonostante il ricorso delle case produttrici rimangono sospesi.      p1000281.JPG

    La nostra associazione questo anno ha promosso l’iniziativa di valorizzare un certo tipo di piante mellifere che fioriscono in periodi scarsi di fioriture. Queste piante sono:

    L’ovenia (Hovenia dulcis) conosciuto anche come (albero dell’uva passa) è originario dell’Asia meridionale. E diffusa in Giappone, Corea e Cina e viene coltivata non per i frutti, che sono immangiabile, ma per i peduncoli fiorali che, con la maturazione dei frutti, s’ingrossano è diventano rosa di sapore dolce che ricorda quello dell’uva sultanina. Questa pianta fiorisce abbondantemente nel periodo di fine giugno-luglio, un periodo di scarse fioriture nelle nostre zone, è molto frequentata dalle api. Appartiene alla famiglia delle Rhamnaceae è a foglia caduca, resiste bene al freddo, predilige terreni sciolti e freschi ed è bene piantarle in pieno sole. Cercando su internet si possono vedere delle belle foto su questa pianta.

    Chi fosse interessato a questa pianta può telefonare allo 3405614465 un nostro incaricato sarà a vostra disposizione.

    Evodia Danielli detta anche, pianta del miele. Questa pianta originaria dell’area orientale, della Polinesia e dell’Australia. Fiorisce nella prima metà d’Agosto con fioriture molto abbondanti ed è molto visitata dalle api al pari dell’acacia. Appartiene alla famiglia delle Rutacee, il profumo delle foglie ricorda quello della ruta. E una pianta con radici profonde pertanto preferisce terreni profondi, la sua crescita è rapidissima. Anche su questa pianta si possono vedere delle foto su internet.

    Purtroppo di questa pianta, in questo momento, non siamo in grado di trovare ne semi ne piante, pertanto chi ne avesse ne siamo grati se ci desse notizie. Il mio indirizzo email è apeinvol@gmail.com .

    Ormai l’inverno è alle porte dunque dobbiamo preparare le nostre api a passarlo nel migliore dei modi. E il periodo di iniziare a fare i trattamenti di pulizia dalla varroa. Associazione consiglia di fare due trattamenti di acido sublimato uno a metà novembre e l’altro verso natale, i strumenti per fare i trattamenti  si trovano presso i vari incaricati. Voglio ricordare che i trattamenti affinché siano efficaci devono essere fatti in assenza di covata. Dobbiamo accertarsi della consistenza delle scorte e intervenire se sono scarse senza però esagerare e lasciare del spazio vuoto al centro del nido affinché le api possano formare nel miglior dei modi il glomere e poi riprendere la nuova covata. Un’altra cosa voglio ricordare a proposito del posizionamento degli alveari, devono essere rivolti il più possibile verso sud e in pieno sole.  

    Ci stiamo avviando velocemente verso la stagione fredda pertanto dobbiamo preparare le nostre api a trascorrerla nel migliore dei modi. In primo luogo dobbiamo accertarsi che ci siano scorte sufficienti. In questo periodo e bene dare un sciroppo assai concentrato penso che un 30% di acqua vada bene. Dobbiamo pure controllare bene che non ci siano malattie specie la peste americana visto che adesso la covata va verso esaurimento ed è molto facile individuare se ci sono celle che mostrano i sintomi di questa malattia. Infine dobbiamo accertare la consistenza delle nostre famiglie, ricordo che famiglie scarse consumano molto e faticano a svernare o soccombono durante l’inverno, pertanto è meglio riunire le famiglie deboli.

    A proposito di varroa voglio descrivere un metodo che adotto con buoni risultati da diversi anni.

    Ai primi di ottobre faccio nuovamente il blocco della covata e dopo 21 giorni faccio l’acido ossalico gocciolato  nella soluzione 60 grammi di acido, 200 grammi di zucchero il tutto in un contenitore da un  litro e riempito d’acqua è verso 5 grammi questa soluzione  la nei spazi tra un telaino e l’altro occupati da api. I vantaggi di questo metodo sono:

    1.      In questo periodo possiamo ancora lavorare tranquillamente con le nostre api ed è abbastanza facile trovare la regina visto anche che le famiglie si stanno riducendo.

    2.      In questa occasione facciamo una bella visita ai nostri alveari e verificare lo stato di salute delle nostre famiglie, la consistenza delle scorte e infine spostare ai lati, per poi eliminare, telaini vecchi o rovinati.

    3.      Con questo metodo siamo certi di trattare le api in assenza di covata .

    4.      Ricordo pure che la varroa anche in assenza di covata fa danni sulle api adulte pertanto più presto puliamo i nostri alveari dalla varroa meglio è.

    5.      Se nutriamo le famiglie siamo certi che la regina non continua a deporre.

    6.      Finito il trattamento quasi certamente la regina depone un telaino o due di covata che certamente è pulita da varroa.

     Un’altra cosa volevo far presente. In giro, nel periodo freddo, vedo alveari protetti con nailon e cose varie che invece di essere utili fanno danni, infatti un grande nemico dei nostri alveari è l’umidità. Io personalmente lascio gli alveari senza cassetti anche nel periodo invernale da diversi anni senza avere danni anzi le famiglie non hanno nessun problema di umidità, se qualcuno ha qualche dubbio può provare con qualche alveare.    

    Infine se qualcuno vuole dare qualche consiglio, critica o altro, può mandare un email a apeinvolo@gmail.com

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